sabato 24 novembre 2012

I RAGAZZI CHE VENGONO DAL FUTURO










Abbiamo sempre avuto una simpatia per l'IPSSAR di San Pellegrino  Terme in provincia di Bergamo.


Sarà per l'atmosfera, per le persone o chissà che...siamo sempre stati accolti con affetto e amicizia. Magari non tutte le serate  saranno state perfette ma, sempre, l'impegno di tutti ha fatto sì che ci si trovasse sempre bene.Ieri, 23 novembre, la cena di presentazione delle celebrazioni per i 50 anni di fondazione della scuola. Un onore esserci, un programma imponente ma pieno di prospettive, di allegria e voglia di vedere  quanto è lungo il cammino fatto sin qui. Traguardo importante, un grande passato fatto di ragazzi che nella professione hanno poi raggiunto l'eccellenza delle stelle; e un futuro che può solo attingere a quel gran patrimonio di competenza dell'accoglienza italiana.
Un grazie alla Dirigente  prof. Nespoli, alla prof. Arsuffi, al prof. Parimbelli agli insegnanti di Cucina e Sala e Bar, a tutti quelli di cui non ricordiamo il nome ma di cui non dimentichiamo la professionalità.
Ma......il nostro personalissimo grazie va a tutti i ragazzi che hanno dato il massimo, al ricevimento, sulle pentole e in sala, e poi ancora al bar e al concerto. Tesi ma decisi, emozionati ma determinati, hanno dato prova di sè sul campo e non in aula, sotto l'occhio vigile di chi li guidava, gli sguardi di tutti puntati a vedere come se la cavavano, pronti a cogliere ogni più piccola sbavatura.
Ce l'avete fatta, ragazzi, siete stati bravi davvero, vi abbiamo apprezzato non solo per quello che avete fatto ma per il come, con la grinta che ci vuole per metterli tutti al tappeto una volta finita scuola.
Da pellegrini del gusto non possiamo che augurarci di vedervi presto all'opera, in bocca al lupo!


Elena Miano
24 novembre 2012


venerdì 23 novembre 2012

SI FA PRESTO A DIRE PIZZA......

Questo post non avrà foto di cibo. Ci dispiace. Un pò. Ma neanche tanto: così vi alzate e andate a prenotare un tavolo, proprio lì.
Per rimediare alla mancanza abbiamo chiesto una tovaglietta, come promemoria....di quella abbiamo la foto, così vi fate un'idea.
Capita. Capita di non vedere l'ora di assaggiare quello che hai nel piatto; e la foto che servirebbe va a farsi benedire.
Abbiamo provato la pizza che piace agli Chef, quelli con la C  maiuscola. Evvabé, non siamo chef....ma mangiare ci piace assai e la pizza è una delle incrollabili (pochine, invero, almeno nel periodo contingente) certezze della nostra vita di volonterosi apprendisti assaggiatori.
Una pizza corteggiata dai grandi e piccoli clienti che occupano con confortante e soddisfacente assiduità i circa 40 posti che questa piccola e particolare pizzeria offre.
Ma  qui non si vuole parlare di numeri e arredi; qui è l'impasto che diventa perfetto per accogliere le 77 diverse varianti di preparazione del più bello e classico piatto italiano.
Va subito detto che la pasta è sottilissima e croccante, se vi piace la pizza sofficiona non è posto per voi..
Confessiamo di aver fatto una sessione di assaggio "guidata" dal nostro gentilissimo anfitrione.....un pò da privilegiati; anche se, in realtà, il privilegio è gustare una pizza con le tre B, big, buona e bassa..
I nomi delle pizze sono un mix di tradizione italiana, dediche e citazioni del mondo dei piloti e dei motori. Tutte invitanti.
Abbiamo cominciato con la MELANZA: sottile il letto di pasta, sottilissimo  lo strato di mozzarella e le melanzane tagliate - davvero - a velo. Consigliamo di gustarla con un filo d'olio, anche piccante se vi va.
Archiviata la prima, andiamo con la seconda: NAPOLI. Dove, al pizzaiolo piacendo, l'acciuga non prevale sul resto degli ingredienti ma aggiunge  un pò di carattere. Buona, e siamo pronti per la terza.
FERRO: spinaci, ricotta e grana. Ricotta di ottima qualità, si fonde armoniosamente con gli spinaci (che avremmo privato di un pò di liquido).
Acconsentiamo anche al dolce, una miniporzione  (apposta per noi) di tiramisù fatto in casa, davvero buono e non pesante.
Che dire? Ottima la pizza, cortesissima l'ospitalità, facile da raggiungere anche per chi non è di Milano.
Ah volevate il nome e l'indirizzo? PizzaBIG, Viale Brianza 30 - Milano






venerdì 7 settembre 2012

LA LEGGEREZZA DELLO SPIRITO




Nessun timore, non parleremo di religione e di spiritualità; meglio, non ne scriveremo nel senso comune del termine.
Ma c’è stata molta religione del gusto e molta ricerca per sollevare lo spirito nella serata organizzata a casa di  Marco e Giorgio Falconi. E per casa intendiamo la loro accogliente Trattoria: luogo di beata perdizione enogastronomica in quel di Ponteranica, a una manciata di km da Bergamo. Non era la nostra prima volta (e neanche l’ultima, ovviamente) da Falconi; lo era per un amico coinvolto ma abbondantemente consenziente e per altri due che con entusiasmo sono arrivati dalla metropoli milanese sulla fiducia, grazie.
La serata aveva una connotazione assai forte e accattivante: Adid, l’Associazione Degustatori Italiani Distillati (Marco Falconi ne è da qualche tempo Governatore per Bergamo) ha per fine quello di ricercare, tutelare e diffondere i valori della grappa e dei distillati e allo stesso tempo promuoverne la cultura (cit. home page www.adid.it). Potevamo essere insensibili a questo richiamo? Certamente no e, con l’entusiasmo da apprendisti che ci contraddistingue, abbiamo affrontato la serata.  Menu costruito con uso sapiente di distillati: Whisky Torbato per la cottura della Coppa di Cinta Senese, Acquavite di uva Prime Uve nere per il Risotto con Taleggio e zucchine, Rum per la crema inglese della Crostatina ai frutti.  Una menzione d’onore per gli antipasti: troviamo questo termine assai riduttivo per le portate di profumi, aromi e appagamento che la sequenza di prosciutto di Norcia IGP, la già citata Coppa e il salame del Marco hanno regalato alle nostre papille.  A seguire risotto (Ospiti A Tavola lo preferiscono più acerbo di cottura), i garganelli fatti in casa con un ragù toscano di cui serbiamo ancora il sapore (e di molto migliore rispetto a quello, già notevole, di qualche tempo fa). Girello di Chianina al forno, un assaggio di spettacolari formaggi (Marco conosce, sceglie e consiglia solo il meglio) e dolce di cui sopra.In teoria si poteva andare a  casa già belli contenti. La degustazione dei distillati ci ha catturato: un Talisker  di 10 anni, un Plantation Rum del 1990 e una Maschio Prime Uve Nere del 2007  hanno definitivamente aperto la nostra mente alla degustazione dei cioccolati di Bonajuto. Un crescendo di  fondente dal 50%   all’88%, pura libidine cioccolosa.Abbiamo passato la  mano sulla degustazione guidata dei sigari, complice ed esperto Matteo Medici: gli estimatori hanno intensamente scelto tra Griffin’s No. 500 dalla Repubblica Domenicana, un Montecristo No. 4 cubano e dei Camacho Criollo Monarca dall’Honduras.Ricapitolando: colpiti? Eccome.  Gli amici commensali sorridenti, noi appagati.  Anche per oggi lo spirito è leggero. Alla prossima.www.trattoriafalconi.it
Elena Miano

7 settembre 2012



venerdì 25 maggio 2012

CANTON TICINO WINE TOUR

CANTON TICINO WINE TOUR
E' certo: Graziano Carrara non avrà mai bisogno di una agenzia di comunicazione. Nessun consulente, per quanto esperto ed abile possa essere, potrà mai comunicare con lo stesso trascinante entusiasmo il suo lavoro tra le vigne. Lo incontriamo alla fine della giornata: sei cantine del Canton Ticino, atmosfera un pò da gita scolastica, giornalisti  a gogo,  un caldo bestia, Cristina Thompson infaticabile nell'organizzare, noi molto diligenti ci facciamo guidare. Non essendo competente in fatto di vino - ma  vado forte come apprendista - mi affido all'istinto nel "pensare" a quello che ho nel bicchiere... mi piace - non mi piace. I produttori sono molto diversi tra loro, le loro cantine - in un certo senso - rispecchiano chi le ha fatte e per cosa. Si comincia dalla cantina storica della famiglia con l'ultimo erede che ce la racconta come se sfogliasse un album di foto ingiallite per passare a quella del produttore/rivenditore che ha davvero ben poca anima ma sicuramente un buon bilancio. E poi arriviamo al produttore che  di vino ne capisce , eccome, e di affari ancor di più; dopo aver visitato la cantina ( elveticamente ordinatissima e pulitissima) ci svela il caveau delle barriques: una sorta di anfiteatro molto scenografico dove ti aspetteresti di veder sbucare un cantiniere che di nome fa Bond, James Bond. Una roba spettacolare, studiata per stupire, non solo per assaporare.

Pausa pranzo ( ben fatto e gustoso) tra i campi dell'ultima cantina della mattina e cominciamo ad accusare un pò il colpo...ma la tabella di marcia  incalza e si parte per Lugano. Nel tragitto ci spiegano che vedremo una vigna eroica (cioè una di quelle dove a fare il vino si fa una fatica boia  a causa della conformazione del terreno); arriviamo quasi in centro città e ci troviamo di fronte la mini cantina di design progettata da un architetto svizzero di fama mondiale, con nemmeno un cavatappi fuori posto e le vigne che, francamente, non mi paiono neanche tanto eroiche. Una location più che una cantina. Ultima tappa, la più lontana, la più abbracciata alla montagna. Graziano ci guida con la moto, il nostro autista fa miracoli nello sgusciare con il bus attraverso muretti e siepi. Un sorriso che la dice lunga sul sacrificio, sulla passione, sull'amore di Carrara per il suo lavoro: ci porta subito a vedere il panorama. Una veranda sul verde della pianura, le viti praticamente in verticale. Queste sì che ti costringono ad essere eroico nel curarle. Ci racconta di aver costruito da solo la cantina e la sua casa, masso dopo masso, un giorno dopo l'altro. La Barricaia è piccolissima, un atto d'amore scavato nella roccia. La gioia di aver fatto fatica si sente nel suo vino, diverso da tutti gli altri. Se nei precedenti  vini avevamo sentito tutto il legno del mondo, qui la barrique cede il passo e accarezza, esalta e ammorbidisce. La capacità senza la passione  è sterile e i soldi non sono tutto.

www.ticinowine.ch
www.cantinacarrara.ch


Elena Miano
25 maggio 2012

giovedì 26 aprile 2012

SALONI, FUORISALONI, CONTROSALONI....

 
SALONI, FUORISALONI,
CONTROSALONI....


Anche quest'anno il popolo del design si è incrociato, scontrato e incontrato a Milano. E anche noi, come tutti gli anni, abbiamo fatto un salto per vedere come è. Il Salone è sempre il Salone, è come Sanremo: comunque vada sarà un successo. Il Fuori Salone è anche meglio, peccato che il numero degli eventi sia tale da rendere praticamente impossibile vedere tutto. Così si sceglie, noi da qualche anno abbiamo adottato un criterio un pò strano: un terzo, un terzo e un terzo. Un pò di Salone in fiera, un pò di Fuori Salone già conosciuto e un pò alla cieca. A noi è sembrata una soluzione ottimale per tentare di cogliere, in mezzo a tanta fuffaglia e senza presunzione, il pezzo che fa la differenza. Senza fronzoli, cercando di evitare gli spazi  (guai a chiamarli diversamente) dove si passa solo per essere visti e quasi mai per vedere, senza quegli odiosi e superficiali annessi e connessi spesso tipici dei frequentatori degli eventi. 
Ovvero vagolare da un posto all'altro ingozzandosi come oche da paté, sfoderando un repertorio di frasi standard ed esibendo dei look ( come il designer visto in fiera con i capelli tinti a pelle di leopardo) che normalmente ti porterebbero dritto alla  neuro. D'istinto ci viene da dire che le parti  più interessanti del Salone sono gli allestimenti; bellissimi invece i mobili da esterno che mediamente ci sembrano crescere anno dopo anno, speriamo non si perdano anche loro nel mare della copiatura.
Però, però c'è davvero chi sa il fatto suo in tema di disegno, materiali e proporzioni: Sabine Uhdris e Alessandra Frigerio Design hanno firmato il progetto di "Armadio ospite Max". Pelle e lino sono i materiali nobili utilizzati per "vestire" questo bellissimo e particolarissimo armadio. La cura delle rifiniture, dei dettagli e della disposizione degli spazi è manicale e di grandissima qualità. 
Lo potete vedere ambientato in via Durini  a Milano da Brian Berry, ed è prodotto da PROMA Provasi Mobili Arredamenti via Marconato 6/B 20031 Cesano Maderno Milano. Fidatevi, vale la pena, davvero.


Elena Miano
14 aprile 2012

domenica 15 aprile 2012

L'HAI MAI PROVATO VEGAN?



L'HAI MAI PROVATO VEGAN?

Da dove possiamo cominciare per raccontare una cena vegana? Forse precisando che chi ha scelto di abbracciare l'etica Vegana non si nutre di prodotti o derivati di origine animale, ma nemmeno li indossa o se ne circonda. Questo per un profondo rispetto verso gli animali, la  loro vita e il loro diritto a non essere in alcun modo sfruttati.
Premessa d'obbligo: non siamo vegani. Ciò non significa che non ci stimoli curiosare tra cucine e modi di cibarsi diversi dal nostro usuale. Sabato 14 aprile a Bergamo Chicco Coria, chef e patron dell'Antico Ristorante del Moro e di altri due locali in Lombardia, ha organizzato una cena Vegana. L'occasione era importante e ghiotta: dare una piccola (e raffinata e gustosa) anticipazione delle ricette contenute  nel nuovo libro  di Renata Balducci (vivacissima e simpatica vegana doc) e annunciare la partecipazione dello chef al VeganFest 2012 che si terrà a Seravezza in provincia di Lucca dal 27 aprile al 1° maggio, organizzato insieme ai suoi collaboratori da Sauro Martella. Chicco Coria gestirà per l'intera durata di questa coloratissima ed etica festa l'alta ristorazione del "Nobili Scorpacciate Vegan". Allora eccovi il menu e le foto bellissime scattate da Gianluca Acca (autore anche delle immagini contenute nel libro).

- Fiore di zucca ripieno con capperi e pomodoro secco
- Crema di cavolfiore con broccolo romanesco
- Spaghetti con cipollotto fresco peperoncino e olio extra     vergine
- Bocconcini di patate alle erbe su passata di pomodoro e peperone canditi
-Ananas con sottobosco e   riduzione di vino

Molti penseranno: per carità è solo verdura! Hanno ragione, è solo verdura; ma vi assicuriamo da non-vegani che i piatti erano molto raffinati, i sapori equilibrati ad esaltarsi l'uno con l'altro e anche belli da vedere. Forse solo gli spaghetti erano visivamente meno vivaci, ma il sapore era marcato. E non dovete credere che ci fossero solo vegetariani o vegani in sala: molti che avevano accettato il nostro invito con una punta di scetticismo hanno dovuto ricredersi. E forse anche assaporato sfumature di gusto come non facevano da un pò. Nessuno di loro, vi assicuro, è uscito dal locale per andare a mangiare un cotechino. Vegano è bello? Per coloro che seguono questa filosofia certamente si. Di sicuro l'alta cucina vegan è una realtà. Provare da Chicco Coria a Bergamo per credere.
info:
www.chiccocoria.it
www.veganfest.it
www.promiseland.it
www.gianlucaacca.it


Da sx: Sauro Martella, Chicco Coria, Renata Balducci, Giacomo Crocchini,  Gianluca Acca
Elena Miano
14 aprile 2012




martedì 28 febbraio 2012

LOMBARDIA DA VIVERE: VILLE GENTILIZIE VILLE DI DELIZIE


LOMBARDIA DA VIVERE: VILLE GENTILIZIE VILLE DI DELIZIE


Troppo  spesso ci dimentichiamo quanto siano belli e ricchi di storia  i luoghi che ci circondano, distratti come siamo da mille cose e mille altre mete. Per una volta sbirciamo fuori dall'uscio di casa ed affacciamoci per godere della nostra regione, qualsiasi essa sia. Prendiamo la Lombardia per esempio: in tutta questa area possiamo trovare luoghi meravigliosi che, nei secoli, hanno visto  il consolidarsi quell'importante fenomeno delle Ville di delizia. Residenze nate proprio per “svagare e stupire”, splendide magioni spesso costruite su casini di caccia preesistenti cui, però, si aggiungono nuovi spazi, ampie stanze che ospitano ricche collezioni d'arte e che proiettano negli splendidi giardini la brama di stupire e trasformare.

"La zona a nord di Milano – oggi inserita nei territori delle Province di Milano e di Monza e Brianza –storicamente più salubre e climaticamente favorevole rispetto a quella meridionale, è stata da sempre luogo privilegiato per la realizzazione di dimore nobiliari di villeggiatura definite “ville di delizia”.
Villa Arconati (Castellazzo di Bollate), Villa Cusani Tittoni Traversi (Desio), Villa Borromeo Visconti Litta (Lainate), Palazzo Arese Borromeo (Cesano Maderno) e Villa Pusterla (Mombello di Limbiate): sono questi i primi cinque gioielli architettonici messi a Sistema grazie alla collaborazione di enti pubblici e società private e al cofinanziamento della Fondazione Cariplo.
L’attività progettuale e operativa ha già prodotto risultati significativi: l’avvio di interventi di restauro nelle residenze di Lainate e di Cesano Maderno; l’ottimizzazione delle iniziative di gestione, comunicazione, organizzazione eventi, informazione alla stampa e progettualità didattica; la realizzazione di un portale web dedicato; la presenza a eventi fieristici internazionali; la promozione integrata e coordinata di spazi, messi a disposizione di privati e aziende.
Nato come modello sperimentale per la riscoperta e la valorizzazione delle Ville gentilizie del nord Milano, il Sistema risponde all’esigenza di tutelare e gestire il patrimonio culturale e architettonico lombardo e, partendo da un primo nucleo di cinque residenze storiche, sta ora verificando le opportunità di coinvolgere nel progetto un numero crescente di ville e palazzi gentilizie.
Il Sistema delle Ville Gentilizie Lombarde, giunto al suo secondo anno di operatività, nasce dalla collaborazione e dall’unione di intenti di enti pubblici e privati e dal cofinanziamento della Fondazione CARIPLO.Esso poggia sul presupposto che il patrimonio culturale possa e debba essere valorizzato attraverso la messa in rete dei beni e si propone di realizzare i propri obiettivi sviluppando nuove formule di collaborazione tra economia e cultura, tra pubblico e privato, sollecitando investimenti e partecipazioni che sostengano le attività di gestione e valorizzazione culturale del territorio.
Siti di notevole pregio storico e artistico, le cinque ville di delizia rappresentano oggi un elemento di grande rilievo nell’ambito dell’offerta turistico-culturale del territorio. Le Ville sono uno scrigno di arte e cultura, il palcoscenico privilegiato per eventi indimenticabili, offerto oggi ai visitatori attraverso il Sistema."

Questi incomparabili gioielli oggi chiedono di vivere nuovamente, se non proprio l'originale magnificenza, almeno quel più breve istante di giocoso splendore che una cerimonia, una festa, un incontro speciale possono regalare loro. Non priviamoci di tanta bellezza, andiamoci.

Info:
Over.Comm srl – tel. +39.029374584 – fax. +39.0293163919 – villegentilizielombarde@overcomm.it
ufficiostampa@villegentilizielombarde.org 

www.villegentilizielombarde.org - www.overcomm.it

Elena Miano
28 febbraio 2012

lunedì 13 febbraio 2012

DIRE, FARE, OZIARE, MANGIARE


DIRE, FARE, OZIARE, MANGIARE

Dobbiamo ammetterlo: siamo di parte. Il Devero (www.deverohotel.it) ci è sempre piaciuto; ora ancora di più. Quattro stelle di un altro pianeta, così recita la home page del sito dell' Hotel. Basta entrare e immediatamente ciò che colpisce è la serena professionalità di tutti coloro che, giorno dopo giorno, lavorano per far funzionare questa macchina complessa. E da pochissimi giorni a tutti i servizi che vengono offerti  si è aggiunta una SPA. Vabbè, tanto che ci vuole, dirà qualcuno... Ci vuole, e molto. Servono la risolutezza della proprietà nel voler offrire non solo il meglio ma, soprattutto, ciò che il cliente Devero cerca e trova nelle altre proposte; serve la collaudata professionalità di un team - quello di Spa Emotions  - (www.spaemotions.com )che ha fatto fare ai centri benessere un salto di qualità formandfornendo una squadra  specializzata composta anche da medici, serve una dirigenza che sappia coniugare al meglio il mondo del business con quello del sè. Mica poco. Qui non troverete mosaici scenografici e un pò kitsch a fare da sfondo all'area umida, non troverete nemmeno tinozze di legno per l'idromassaggio all'aperto, non troverete neanche le caverne di neve ma...una piccola SPA privata dove rimanere anche sei ore a  farvi coccolare insieme a chi volete, la possibilità di avere (davvero) un check up che assicuri i percorsi più idonei per voi, una équipe medica che possa seguirvi e consigliarvi e tutti i trattamenti che riuscite ad immaginare, con  prodotti garantiti da anni di ricerche scientifiche.

E se, ancora, non vi siete tirati su di morale,  per l'amordiddio andate a mangiare in uno dei ristoranti del Devero (http://www.deverohotel.it/ristorazione/devero-ristorante/) e tuffatevi senza ritegno alcuno nella cucina vera di Enrico Bartolini chef stellato e non divo. Mica poco.

Elena Miano
13 febbraio 2012